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Dopo quasi dieci anni di indagini e una precedente assoluzione in primo grado, Michel Platini e Sepp Blatter, due figure emblematiche del calcio mondiale, sono stati nuovamente assolti dalla Corte d’appello di Muttenz, in Svizzera. Questa decisione segna un punto fermo su una vicenda che ha avuto ripercussioni significative sulle carriere dei due ex dirigenti. Le accuse, risalenti al 2015, avevano precluso a Platini la possibilità di candidarsi alla presidenza della FIFA, un sogno che sembrava alla sua portata, considerando la sua fama e il suo prestigio nel mondo del calcio.
Nel marzo di quest’anno, la procura aveva chiesto una pena detentiva di un anno e otto mesi, con la condizionale, per entrambi gli ex presidenti, accusandoli di truffa, falso in documenti e gestione infedele. Le accuse ruotavano attorno a presunti illeciti nelle assegnazioni dei mondiali di calcio in Russia e Qatar, eventi che hanno sollevato numerose polemiche e sospetti fin dalla loro assegnazione. La Corte d’appello straordinaria del Tribunale penale federale, riunitasi a Muttenz, ha respinto le richieste della Procura, confermando quanto già deciso nel 2022 in primo grado.
La questione centrale del caso riguarda un pagamento controverso di 2 milioni di franchi svizzeri (circa 1,8 milioni di euro) che Platini avrebbe ottenuto a danno della FIFA. La difesa di entrambi gli imputati ha sempre sostenuto che il pagamento fosse legittimo e basato su un accordo informale, un “gentlemen’s agreement”, stipulato nei primi anni 2000, quando Platini ricopriva il ruolo di consulente per Blatter. Questo accordo prevedeva un compenso annuale di 300.000 franchi svizzeri, ma la controversia è sorta quando Platini, nel gennaio 2011, ha rivendicato un risarcimento di 2 milioni di franchi svizzeri, in un contesto in cui le finanze della FIFA non avrebbero consentito il pagamento immediato.
L’assegnazione dei mondiali di calcio in Russia nel 2018 e in Qatar nel 2022 è stata oggetto di molteplici inchieste e critiche, con accuse di corruzione e favoritismi che hanno coinvolto diversi membri del comitato esecutivo della FIFA. Le indagini hanno portato a numerosi arresti e a un profondo rinnovamento della governance della FIFA, che ha cercato di distaccarsi dall’immagine di corruzione che ha caratterizzato gli anni precedenti. Le assoluzioni di Platini e Blatter, quindi, si inseriscono in un contesto più ampio di riforme e di tentativi di ripristinare la fiducia nel sistema calcistico internazionale.
Nonostante le assoluzioni, la vicenda non è ancora conclusa. La possibilità di un ricorso definitivo presso il Tribunale federale svizzero rimane aperta, sebbene limitata a motivi giuridici specifici. Sia l’accusa che la difesa hanno espresso preoccupazione riguardo alla trasparenza e alla correttezza delle procedure, evidenziando come la decisione della Corte d’appello potrebbe non essere l’ultima parola in questa intricata faccenda legale.
Platini, oltre a essere un ex calciatore di fama mondiale e un tre volte vincitore del Pallone d’Oro, ha ricoperto ruoli cruciali nel calcio europeo e mondiale. La sua carriera come presidente dell’UEFA dal 2007 al 2015 è stata segnata da importanti successi, tra cui l’espansione del Campionato Europeo e l’introduzione del Fair Play Finanziario. Tuttavia, la sua carriera è stata bruscamente interrotta dalle accuse di corruzione, che hanno avuto un impatto negativo sulla sua immagine pubblica e sulla sua reputazione.
D’altra parte, Sepp Blatter, presidente della FIFA dal 1998 al 2015, ha vissuto un percorso altrettanto controverso. La sua gestione è stata caratterizzata da una serie di scandali, culminati nelle sue dimissioni nel 2015, dopo che era stato coinvolto in un’indagine federale statunitense su corruzione e frode. La sua figura è stata spesso al centro di polemiche, e nonostante i successi ottenuti durante il suo mandato, come l’incremento del valore commerciale dei diritti televisivi, la sua eredità è segnata da controversie.
In conclusione, la decisione della Corte d’appello di Muttenz riaccende i riflettori su una saga che ha coinvolto non solo i protagonisti principali, ma anche l’intero sistema di governance del calcio mondiale. Le questioni legate alla trasparenza, alla legalità e all’etica nel mondo dello sport rimangono centrali, e la vicenda Platini-Blatter è emblematicamente rappresentativa delle sfide che il calcio deve affrontare nel suo percorso di rinnovamento e di ricerca di credibilità.
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