Dalla vita operaia di Lione ai pranzi sulla grasso nei parchi parigini, il lavoro dei Lumière ha catturato ogni sfumatura dell’esistenza umana. Con uno stile documentaristico che si distingue per la precisione della messa in scena, hanno tracciato il primo atto di scrittura del cinema, dando vita a un linguaggio visivo che rappresenta il fondamento della settima arte. Questi due santi laici, Auguste e Louis Lumière, non sono semplicemente considerati i pionieri del cinema, ma veri e propri cineasti fondatori, le cui opere continuano a influenzare la nostra percezione del mondo.
Il film “Lumiere! L’avventura del cinema”, diretto da Thierry Fremaux, offre una straordinaria panoramica su questo incredibile viaggio. Presentato alla stampa a Roma e in anteprima a Bologna il 24 marzo, il film è un omaggio a un’eredità che ha plasmato il nostro modo di raccontare storie attraverso le immagini. Fremaux, storico e critico del cinema, nonché direttore dell’Istituto Lumière di Lione, ha selezionato 120 filmati inediti tra le 2000 vedute girate dai Lumière tra il 1895 e il 1902, grazie al restauro del laboratorio L’Immagine Ritrovata della Cineteca di Bologna, sotto la direzione di Gian Luca Farinelli.
Un tributo ai lumiere e alla loro eredità
Il film, in uscita nelle sale il 3 aprile con Lucky Red e narrato dalla voce di Valerio Mastandrea, non è solo un tributo ai Lumière come inventori del cinematografo, ma anche un’operazione di giustizia storica che li ristabilisce nel loro giusto posto nella narrazione del cinema. “Il loro posto nella storia del cinema è bizzarro e curioso”, ha dichiarato Fremaux all’ANSA. “Da un lato ci sono gli scienziati inventori, dall’altro i cineasti. Sono stati entrambi e bisognava rimetterli nella posizione che meritavano”.
Le opere dei Lumière, con il loro stile naturalistico, ci ricordano i dipinti di Renoir e Manet, raccontando la vita quotidiana in modo che anticipa il cinema di autori come Roberto Rossellini, Agnès Varda, Maurice Pialat e Alice Rohrwacher. Questi cineasti hanno sviluppato un linguaggio visivo che ha influenzato profondamente il modo in cui il cinema racconta la realtà. Al contrario, Georges Méliès, considerato il primo cineasta, è il primo regista di finzione che ha creato mondi fantastici, un approccio che ha ispirato il cinema magico di Federico Fellini e quello di James Cameron. Tuttavia, i Lumière e Méliès non devono essere visti come in opposizione, ma piuttosto come due facce della stessa medaglia.
I filmati iconici dei lumiere
“Lumiere!” è una celebrazione della nascita del cinema. Tra i filmati più iconici c’è “Sortie d’usine” (Uscita dalla fabbrica), girato nel 1895, che rappresenta non solo un documento storico della vita di fine Ottocento, ma è anche un classico sempre attuale. Le inquadrature dei volti dei bambini, delle onde che si infrangono sugli scogli, e delle scene quotidiane in luoghi lontani come Venezia e il Giappone, ci offrono un affresco della vita che, pur essendo passata, riesce ancora a suscitare emozioni.
La valorizzazione del patrimonio cinematografico
Il progetto di Fremaux non si limita a un semplice tributo; rappresenta anche un’esperienza di riscoperta e valorizzazione del patrimonio cinematografico. A settembre, sarà lanciata la piattaforma Lumiere+, che renderà disponibili tutti i 2000 filmati girati dai Lumière, permettendo al pubblico di esplorare la vitalità e la ricchezza delle loro opere. “Senza cinema, la vita è un orrore”, ha affermato Fremaux, sottolineando l’importanza di una visione libera, non filtrata, che i film dei Lumière possono offrire in un’epoca segnata dall’iperconnessione digitale.
La passione per il cinema è un filo che unisce generazioni e culture. Le opere dei Lumière non sono semplici documenti storici, ma rappresentano una forma d’arte che cattura l’essenza della vita umana. In un mondo in cui il consumo di immagini è incessante e spesso superficiale, i film dei Lumière ci invitano a una riflessione più profonda. “I Lumière erano maniaci dell’inquadratura”, ha detto Fremaux, e ogni scena racconta una storia, un’etica della visione che è ancora attuale oggi.
I Lumière, con il loro approccio innovativo e il loro occhio attento, hanno creato un linguaggio visivo che ha aperto la strada a generazioni di cineasti. La loro eredità continua a vivere, non solo nei film che hanno realizzato, ma anche nell’ispirazione che offrono a chiunque cerchi di raccontare storie attraverso le immagini. La celebrazione della loro opera è un invito a immergersi nella storia del cinema e a riconoscere il valore di coloro che, con la loro creatività e il loro talento, hanno dato vita a una delle forme d’arte più influenti del nostro tempo.