Nave incagliata all’Isola d’Elba: salvati 11 membri dell’equipaggio, ma il rischio inquinamento preoccupa

Nella serata di ieri, un incidente marittimo ha scosso l’Isola d’Elba, precisamente nei pressi del promontorio dell’Enfola, a pochi chilometri da Portoferraio. Una nave oceanografica di 42 metri, identificata con il nome di Fugro Mercator e battente bandiera delle Bahamas, si è incagliata sugli scogli. Fortunatamente, non ci sono stati feriti, poiché tutti e 11 i membri dell’equipaggio, compresi tecnici e scienziati a bordo, sono stati tratti in salvo grazie all’intervento tempestivo della Guardia costiera.

La dinamica dell’incidente

Secondo le prime ricostruzioni fornite dalla Capitaneria di porto, la nave si trovava in cerca di riparo a causa di condizioni meteorologiche avverse. Durante la manovra, però, è stata spinta troppo vicino alla costa, colpendo il basso fondale e arrestando la sua corsa contro la falesia rocciosa. L’impatto ha causato l’ingresso di acqua nel vano scafo, inizialmente contenuto dall’equipaggio, ma che successivamente ha compromesso i motori, portando a un blackout totale a bordo.

Le operazioni di soccorso sono state coordinate dalla Direzione marittima di Livorno, che ha mobilitato la motovedetta Cp 805 della Capitaneria di Portoferraio. Il salvataggio si è rivelato più complesso del previsto a causa di:

  1. Mancanza di energia elettrica sulla nave.
  2. Posizione precaria vicino agli scogli.
  3. Risacca che rendeva difficoltoso l’intervento.

Nonostante le difficoltà, il personale della Guardia costiera è riuscito a recuperare tutti i membri dell’equipaggio, che fortunatamente sono stati trovati in buone condizioni di salute.

Interventi post-incidente

Dopo il salvataggio, la situazione ha portato a un incontro urgente presso la Capitaneria di porto, dove è emersa la necessità di intervenire rapidamente per rimuovere la nave. La società armatrice è stata diffidata a procedere con la rimozione della Fugro Mercator per motivi ambientali, in quanto l’incaglio rappresenta un potenziale rischio di inquinamento per le acque circostanti. La Guardia costiera ha rassicurato la popolazione, affermando al momento di non aver riscontrato sversamenti di carburante in corso, ma ha sottolineato l’importanza di monitorare la situazione da vicino.

Per garantire una gestione appropriata dell’emergenza, è stata coinvolta una società specializzata che si occupa di recupero marittimo. Questa società ha avviato un sopralluogo subacqueo per valutare le condizioni della nave e pianificare un intervento di rimozione efficace e sicuro. Le operazioni di recupero sono delicate e richiedono un’attenta valutazione delle condizioni ambientali e della struttura della nave stessa.

Impatto sull’ecosistema marino

L’incidente ha suscitato preoccupazione non solo per il rischio di inquinamento, ma anche per l’impatto che potrebbe avere sull’ecosistema marino dell’Isola d’Elba, un’area nota per la sua bellezza naturale e la sua biodiversità. L’isola, parte del Parco Nazionale Arcipelago Toscano, è un luogo di grande valore ecologico e turistico, frequentato ogni anno da migliaia di visitatori attratti dalle sue acque cristalline e dai paesaggi mozzafiato.

Le autorità locali, insieme alla Guardia costiera, stanno monitorando la situazione con attenzione, consapevoli delle conseguenze che un evento del genere potrebbe avere sull’industria turistica e sulla salute del mare. La rimozione della nave è quindi vista come una priorità per evitare eventuali danni ambientali a lungo termine.

Nei prossimi giorni, si prevede che le operazioni di recupero avranno inizio, ma prima sarà necessario completare i sopralluoghi e definire un piano d’azione che garantisca la sicurezza degli operatori e la protezione dell’ambiente marino. Nel frattempo, gli abitanti dell’isola e i turisti sono stati invitati a mantenere la calma e a seguire le indicazioni delle autorità locali.

L’incidente della Fugro Mercator rappresenta un monito sull’importanza della navigazione sicura e della preparazione alle condizioni meteorologiche avverse, specialmente in aree sensibili come quella dell’Isola d’Elba. La speranza è che eventi simili possano essere evitati in futuro, garantendo così la sicurezza di chi naviga e la protezione del prezioso ambiente marino.

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