Un Figlio: un omaggio toccante ad Antonio Montinaro al Bif&st

Il Bari International Film Festival (Bif&st) si conferma come un palcoscenico di grande rilevanza per il cinema italiano e internazionale. Nella sua edizione del 2025, il festival ha presentato una selezione di cortometraggi che testimoniano l’evoluzione e la crescente popolarità di questo formato cinematografico. Tra i numerosi lavori in programma, ha suscitato particolare interesse il corto “Un Figlio”, un’opera che non solo racconta una storia personale, ma si intreccia con eventi storici di fondamentale importanza per la memoria collettiva del nostro Paese.

un tributo a un eroe dimenticato

“Un Figlio” è dedicato ad Antonio Montinaro, il capo scorta di Giovanni Falcone, tragicamente scomparso il 23 maggio 1992 nell’attentato di Capaci, insieme ai suoi colleghi Vito Schifani e Rocco Dicillo, e alla moglie del giudice, Francesca Morvillo. Questo corto non è solo un omaggio a Montinaro, ma rappresenta anche un atto di commemorazione per tutte le vittime della mafia, un tema di grande attualità e rilevanza sociale. Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, ha sottolineato l’importanza di questo progetto durante la sua presentazione al cinema Galleria di Bari, evidenziando il forte legame personale e storico che lo unisce a questa vicenda.

la genesi del corto

Il soggetto del corto è ispirato a un compito in classe di Elisabetta Zecca, nipote di Antonio Montinaro. Emiliano ha raccontato di aver avuto l’opportunità di vedere insieme a lei il film, esprimendo la sua emozione per il coinvolgimento della famiglia Montinaro in questo progetto. La nonna di Elisabetta, madre di Antonio, è interpretata da Ottavia Piccolo, un’attrice di grande prestigio nel panorama cinematografico italiano, conosciuta per la sua versatilità e il suo impegno sociale. La scelta di Piccolo per questo ruolo non è casuale: la sua carriera è costellata di interpretazioni che hanno segnato la storia del cinema italiano, rendendola una figura simbolo di resistenza e dignità.

  1. Elisabetta Zecca ha spiegato come “Un Figlio” sia nato da un suo testo, che è stato letto da don Luigi Ciotti, fondatore dell’associazione Libera, impegnata nella lotta contro le mafie.
  2. Questo collegamento con Ciotti e con Libera rappresenta un messaggio forte e chiaro: la memoria delle vittime della mafia deve rimanere viva e presente.
  3. Il cortometraggio è stato realizzato per celebrare il trentesimo anniversario della Giornata in ricordo delle vittime di mafia, che si tiene il 21 marzo di ogni anno.

un messaggio di speranza

La sceneggiatura di “Un Figlio” è stata curata da Marina Senesi, che ha saputo tradurre le emozioni e i pensieri di Elisabetta in immagini e parole. Grazie al sostegno della Regione Puglia e all’assessora Viviana Matrangola, il progetto ha potuto prendere vita, dimostrando come le istituzioni possano essere alleate preziose nella promozione della cultura e della memoria storica. Il cortometraggio rappresenta quindi non solo un’opera d’arte, ma anche un importante strumento di sensibilizzazione e di educazione per le nuove generazioni.

La proiezione di “Un Figlio” al Bif&st ha attratto un pubblico numeroso, evidenziando l’interesse per le storie che affrontano il tema della legalità e della giustizia. In un momento storico in cui la lotta contro la mafia è ancora attuale, opere come questa svolgono un ruolo fondamentale nel mantenere vivo il dibattito e nel promuovere la memoria. La presenza di personalità del calibro di Michele Emiliano e di attori di fama come Ottavia Piccolo testimonia l’importanza di unire le forze per dare voce a chi è stato silenziato dalla violenza.

Il corto “Un Figlio” non è solo un omaggio a un eroe dimenticato, ma una chiamata all’azione per tutti noi. Invita a riflettere non solo sulle ingiustizie del passato, ma anche sul futuro che possiamo costruire insieme, ricordando che la cultura e la memoria sono strumenti fondamentali per combattere l’indifferenza e l’ignoranza. Con il sostegno di festival come il Bif&st, opere come questa possono raggiungere un pubblico sempre più vasto, contribuendo a formare una società più consapevole e impegnata.

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