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Finalmente sono in arrivo due nuove agevolazioni che ti accompagnano fino al pensionamento. Ecco tutto quello che devi sapere.
In Italia, si sa, per andare in pensione bisogna aver raggiunto il 67esimo anno di vita e inoltre bisogna aver maturato almeno 20 anni di contributi. Molti sono coloro i quali sognano di potersi godere il riposo e la pensione già da molto tempo prima. E ad oggi questo potrebbe non essere più un lontano miraggio.
Oggi sul fronte del piano pensionistico vi è una grande novità: sono in arrivo delle agevolazioni che ti accompagnano sino al raggiungimento della pensione. Ma come poter fare domanda? E soprattutto, quali sono le categorie che possono beneficiarne? Iniziamo col dirvi che non tutti possono godere di tale beneficio. Ma vediamo il tutto nel dettaglio.
Quando si perde il lavoro a 65 anni di età, ci sono diverse soluzioni per poter avere una rendita, mentre si attendono i due anni per poter accedere alla pensione di vecchiaia. Esistono infatti delle agevolazioni che consentono a un lavoratore di arrivare dai 65 ai 67 anni di età con un supporto economico. Ne esistono ben due di supporti economici. Ma vediamo meglio.
La Naspi è senza ombra di dubbio una soluzione che garantisce una rendita mensile e permette anche la maturazione della contribuzione figurativa. Infatti, anche a 65 anni, un ex lavoratore che ha perso l’occupazione può percepirla.
Questa prestazione è concessa ai lavoratori che perdono involontariamente il lavoro e che dura la metà delle settimane lavorative dell’ultimo quadriennio. Viene calcolata al 75% delle retribuzioni medie degli ultimi quattro anni, ma dal sesto mese l’importo si riduce del 3% al mese per poi ridursi alla metà nei finali 24 mesi.
Un’altra agevolazione per chi deve attendere due anni per la pensione è l’Ape Sociale. Chi a 65 anni ha accumulato i giusti contributi può beneficiarne, accedendovi già a partire dai 63,5 anni di età con almeno 30 anni di contributi o 36 anni per lavori gravosi. L’Ape sociale è disponibile anche per caregiver di un familiare con grave disabilità. A differenza della Naspi, l’importo di questa non cambia nel tempo e non può superare i 1.500 euro al mese. A 67 anni questa misura cessa e il beneficiario può richiedere la pensione di vecchiaia.
Inoltre l’Ape sociale è in realtà un reddito ponte per arrivare alla pensione di vecchiaia e non una forma pensionistica come molti la definiscono. A differenza della Naspi, i periodi trascorsi percependo l’Ape sociale non sono coperti da contribuzione figurativa. E al termine il pensionato riceverà una pensione di vecchiaia di importo maggiore.
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