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Anticipare la pensione di vecchiaia di cinque anni significa riuscire a lasciare il mondo del lavoro a 62 anni. Ci sono penalizzazioni?
Tanti lavoratori desiderano andare in pensione a 62 anni. Il sistema previdenziale italiano lo permette (almeno per ora) ma ad alcune condizioni. Non tutti, infatti, potranno godere in anticipo del meritato riposo.
La pensione di vecchiaia si raggiunge a 67 anni di età con minimo venti anni di contributi oppure a 71 anni di età con 5 anni di contributi maturati dopo il 1996. Traguardi molto lontani nel tempo per tanti lavoratori che desiderano uscire dal mondo del lavoro prima, per esempio a 62 anni. Tale opportunità è concessa alle donne grazie ad Opzione Donna. Permette il pensionamento a 61 anni se non si hanno figli, 60 anni con un figlio e 59 anni con due o più figli avendo maturato 35 anni di contributi.
Occorrerà accettare, però, un taglio dell’assegno essendo concesso unicamente il sistema di calcolo contributivo. Potrebbero riuscire ad andare in pensione a breve a 62 anni di età coloro che hanno una lunga carriera lavorativa. L’opzione loro dedicata è la pensione anticipata ordinaria con uscita dal mondo del lavoro con 42 anni e dieci mesi per gli uomini e 41 anni e dieci mesi per le donne.
Per accedere alla pensione anticipata ordinaria occorre distinguere tra coloro che hanno anzianità contributiva al 31 dicembre 1996 e i soggetti con un primo accredito successivo a questa data. I primi potranno andare in pensione con 42 anni e dieci mesi di contributi (2.227 settimane) se uomini e 41 anni e dieci mesi (2.175 settimane) se donne. Questo requisito contributivo non cambierà fino al 31 dicembre 2026. Significa che tra due anni chi lo maturerà potrà andare in pensione a 62 anni.
La soglia contributiva si raggiunge conteggiando qualsiasi contribuzione versata a qualsiasi titolo o accreditata anche se dovranno esserci minimo 35 anni raggiunti senza tener conto dei periodi di malattia, disoccupazione, prestazioni equivalenti se il trattamento è liquidato dal Fondo pensioni lavoratori dipendenti.
Passiamo ora ai lavoratori con versamenti dal 1° gennaio 1996 ossia ai contributivi puri. La pensione anticipata si può richiedere raggiungendo i requisiti contributivi prima citati senza valutare la contribuzione legata alla prosecuzione volontaria e moltiplicando per 1,5 quella accreditata per periodi di lavoro anteriori al raggiungimento dei 18 anni.
In alternativa l’accesso alla pensione si raggiunge (da contributivi puri) a 64 anni di età con venti di contributi e un assegno pari almeno a tre volte l’assegno minimo (2,8 se donne con un figlio e 2,6 volte se donne con due o più figli). Non vige alcuna decurtazione sulla pensione anticipata se il requisito contributivo è stato maturato dopo il 2017 indipendentemente dall’età anagrafica raggiunta.
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